AL 9° TROFEO SAN LEONARDO DI MASCALI “POCHI MA BUONI”.
diaro corsa di Remigio Di Benedetto
Domenica scorsa, nel vedere le perfette condizioni
atmosferiche, ho capito che la cornice del 9° Trofeo
podistico “San Leonardo Abate” di Mascali era la
migliore che ci si potesse augurare, una giornata piena di
sole, né troppo fredda, né troppo calda che avrebbe
accontentato anche gli atleti più esigenti.
Appena giungo nella spaziosa piazza Duomo,
parcheggio una volta tanto a pochi centimetri dalla linea di
partenza, un parcheggio quasi “riservato”, ma c’è subito
una spiegazione a questa abbondanza di spazi: se la 10^
prova del Gran Prix Provinciale Giovanile di corsa
oramai alla stretta finale, vede schierati alla partenza la
maggioranza dei giovani atleti che da un anno si contendono gara per gara la vittoria finale, altrettanto non
si può dire per la prova Amatori\Masters che ha sofferto della concomitante prova di Gran Prix Regionale
che si svolge nella stessa mattinata a Messina e che ha evidentemente richiamato molti podisti amatori; ed è
cosi che all’insegna del “pochi ma buoni” affrontiamo l’impegno di questa gara.
Il deus ex machina di questo Trofeo è naturalmente Luciano Augusto Melita di cui conosciamo
perfettamente le capacità organizzative, con quel suo stile “faccio tutto mi” che lo contraddistingue, lo
troviamo alla “distribuzione pettorali” e lo ritroveremo successivamente alla partenza come speaker, alla
premiazione che distribuisce coppe e medaglie, alla redazione delle classifiche ed al cronometraggio che
tenta di rubare lavoro a “Mago” Michelangelo, perfino il prof. Vito Riolo autentico “guru” dell’atletica
giovanile catanese, viene messo a riposo, e splendidamente “accomodato” sul podio con tutti i suoi
probabili 100Kg e più, si gode lo spettacolo dei tanti giovani presenti in gara.
Ed è così che sotto le direttive di Luciano Melita, superman dell’organizzazione, che prende il via la
manifestazione. Si inizia naturalmente con gli
esordienti, maschietti e femminucce che in un percorso
di andata e ritorno, schizzano come frecce lungo il
rettilineo di gara sotto il vigile occhio genitoriale. Si
prosegue via via con le successive categorie giovanili,
ma il primo gruppo dei master scalpita alla partenza, il
deus ex machina Melita ha già iniziato le premiazioni,
se ne chiede a gran voce il rinvio, ed è cosi che si trova
un rapido compromesso che eviterà di “fare l’ora di
pranzo” in gara: si prosegue con le premiazioni e
contemporaneamente si da il via alla batteria.
Gli
allievi come oramai è abitudine sono schierati come
corazzieri davanti allo sparuto ma agguerrito gruppo di
Master, il Melita si acquieta e finalmente preceduta dal
“ai vostri posti” di Michelangelo c’è la partenza.
Il percorso, tante volte teatro di questa gara, è collaudato: 4 giri di un quadrilatero di circa 800m per
un totale di 3,2 Km, alla partenza c’è un leggero strappo che dopo pochi metri ci porta alla prima delle 16
curve ad angolo retto che conteremo lungo il percorso. Tutti gli atleti iniziano a “mangiare” queste curve
con rapidi e pericolosi balzi sui marciapiedi per recuperare pochi ma preziosi centimetri, alla seconda curva
inizia una lieve discesa lungo la quale gli allievi farebbero già “mangiare la polvere”, se ci fosse, a tutti i
master, poi siamo sulla 3^ e 4^ curva sulle quali cerchiamo ancora di stringere, i marciapiedi sono alti e
non è facile, ed eccoci sul rettilineo che ci riporta alla partenza, è in leggera salita, siamo al primo
passaggio, “Mago Michelangelo” finalmente libero da cronometraggi e classifiche elettroniche, spunta gli
atleti al loro passaggio meglio di un microchip, ci sentiamo confortati dai suoi controlli. Eccoci al 2° giro:
torna lo strappo iniziale ed è duro, ma come imbocchiamo la discesa il fiato già corto per la partenza
“schizzata”, riprende l’ossigeno necessario che ci consente il completamento del giro e dopo un più
prudente terzo giro, eccoci al giro finale: con le residue forze ed incitati dal numeroso pubblico,
affrontiamo il percorso che le gambe hanno già memorizzato, quando imbocchiamo il rettilineo finale per
l’ultima volta il traguardo ci appare lontano come un miraggio nel deserto, ma a mano a mano che ci
avviciniamo, il pubblico festante, le sagome dello speaker, dei giudici e perfino del prof. Riolo, si fanno
sempre più concrete, con slancio le raggiungiamo tagliando il traguardo e completiamo l’improba fatica.
Il solito “ricco” pacco gara stranamente non lo riceviamo dalle mani del superman Melita, al quale,
scherzi a parte, dobbiamo fare i nostri complimenti per la piena riuscita della manifestazione che come ogni
anno non ha tradito le attese e che attendiamo per il nuovo anno nel calendario provinciale.
Nelle foto di archivio: la partenza della prima serie al Trofeo San Leonardo edizione 2006; 2) Remigio Di
Benedetto circondato da atleti masters prima di una gara estiva a Linguaglossa del 2 agosto 2009;