Argento agli Europei Master Non-Stadia per Santi Caniglia e Salvatore Calderone
di Michelangelo Granata
Da venerdì 13 a domenica 15 maggio si sono disputati a
Thionville e Yutz, deliziose cittadine francesi nella Lorena, separate
dal fiume la Moselle, i Campionati Europei Master Non-Stadia. In
questa dodicesima edizione della rassegna continentale sono stati un
migliaio tondo i partecipanti e settantacinque gli italiani (dodici le
donne). Un evento tutto al di fuori della pista e del campo di atletica
che stenta a decollare, tant’è che i Mondiali Non-Stadia hanno chiuso i
battenti con la settima edizione di Auckland 2004, dopo Riccione 2002
e Vancouver 2006 è stata cancellata.
Santi Caniglia a distanza di due mesi dagli Europei Master Indoor di Gand
ha riconquistato in maglia azzurra una seconda medaglia d’argento M60,
sempre nel cross a squadre e con gli stessi compagni avuti in terra belga, il
vicentino Dario Rappo e Gianfranco Cometti. Per Caniglia si attanaglia
il termine «spätzünder», usato dai tedeschi, tardo ad accendersi, ma
difficile a spegnersi. Sabato 14 maggio a Yutz sui 3x2 km, presenti sedici
squadre da M60 e oltre, ha corso la prima frazione a ruota del battistrada
Manfred Dormann (Germania), campione europeo M60 sui 10 km il giorno
precedente (e Santi lo ignorava!), sino ai 1500 metri. Il nostro atleta,
superato dal russo Valery Kryukov e dall’inglese Michael Mann, ha avuto
la forza di riprenderli e dare il cambio a Cometti in seconda posizione,
6’50” il suo tempo, appena quattro secondi di ritardo dal tedesco. Il
bergamasco ha perso terreno da Franz Herzgsell e Rappo in terza frazione è partito ventuno secondi dietro Joachim
Kruettgen. Sul traguardo campioni europei i tedeschi in 19’56” e argento gli italiani in 20’13”, davanti ai russi (20’44”)
e agli inglesi (21’04”). Per Caniglia si è rinnovata la commozione intensa, provata a
Gand il 19 marzo, nell’innalzare la bandiera italiana con Cometti e Rappo sul secondo
gradino del podio.
Salvatore Calderone di Pace del Mela ha disputato una gara saggia, come suo
solito, sui 21,097 km. In rimonta è andato alla caccia degli M40 sino a raggiungere
il gruppo di testa composto da cinque unità a tre chilometri dalla fine. All’arrivo
quinto in assoluto e argento M40 in 1.09’15”. Vincitore il francese Mohamed
Serbouti in 1.08’49”, primo M40, il magrebino ha preceduto in volata il keniano
John Mutai (1.08’50”), il marocchino Omar Errachidi (1.08’56”) e il francese
William Struyven (1.08’58”). Calderone è salito sul podio con immensa gioia, il
séguito però non è stato altrettanto bello. Il nostro campione ha appreso quando
era già a Metz di aver conquistato un altro argento con la squadra italiana, quarta
classificata, ma seconda effettiva perché preceduta da tre formazioni tutte
francesi. Un’occasione perduta per Salvatore di salire nuovamente sul podio e
dividere la felicità con i compagni lombardi Marco Pasinetti (1.16’25”) e
Giovanni Barbò (1.18’10”).